Vivo in collina, e divido il tempo tra il mio lavoro d’ufficio e il laboratorio, situato in piena campagna. La mia attività di scultore non esisterebbe se lo scenario non fosse quello di una natura brillante nelle stagioni belle e intensissima in quelle in cui i giorni durano poco. Qui, lavorare il legno diventa naturale come avere cura delle mie piante e dei miei animali. Casa e laboratorio sono idealmente una cosa sola: uno spazio protetto contro un mondo che da lontano si avverte come rumoroso, uno spazio aperto agli amici e alle buone idee.Nel mio laboratorio stanno insieme pezzi di legno grezzi, altri semilavorati, altri che hanno assunto una forma definitiva. Per me è una specie di museo disorganizzato, nel quale le sculture si guardano tra di loro e danno il senso compiuto dell’interezza della mia opera. Ci lavoro ogni volta che posso e finchè sono stanco. I ritmi sono naturali, le interruzioni sono dettate da un amico che passa a guardare l’ultima scultura e a bere un bicchiere vino. So qual è il mio posto in questo teatro, e cerco di viverlo senza essere troppo invasivo: qui i miei occhi hanno imparato a guardare le radici dell’ulivo, e le radici dell’ulivo hanno imparato a suggerirmi le forme più strane.